Il blog del Gruppo Remark

Informazioni e aggiornamenti su
sicurezza, ambiente, medicina, formazione, consulenza legale e qualità.

RSPP e formazione sulla sicurezza: le responsabilità secondo il D.Lgs 81/08

Gruppo Remark
Pubblicato da Gruppo Remark il 31/08/20 12.59

Secondo il Testo Unico della Sicurezza, il D.Lgs 81/08, il Datore di Lavoro deve predisporre tutte le misure necessarie per proteggere i lavoratori durante qualsiasi attività svolta sui luoghi di lavoro.

Nell’art. 37, in particolare, viene sancito che sul Datore di Lavoro e sul Dirigente grava l’obbligo di assicurare a ciascun lavoratore una formazione sufficiente ed adeguata in materia di sicurezza sul lavoro.

Qual è l'obbligo del Responsabile per il Servizio di Prevenzione e Protezione in tal senso?

Partiamo dall'inizio.

L'obbligo di formazione, informazione e addestramento del DDL nei confronti dei lavoratori

Oltre alla formazione, il DDL deve provvedere anche all’informazione ed addestramento di ciascun lavoratore al fine di apprendere le regole e metodologie che fanno parte del sistema prevenzionistico.

Apriamo quindi una piccola parentesi su cosa si intende per formazione, informazione ed addestramento.

Per formazione si intende insegnare ai lavoratori quel complesso di nozioni e procedure indispensabili, finalizzate al conseguimento di quelle capacità che permettono agli stessi di lavorare sia riducendo i rischi, sia tutelando la sicurezza personale.
Con l’informazione i lavoratori imparano a riconoscere, e di conseguenza a ridimensionare e a controllare, i rischi presenti in azienda. Infine tramite l’addestramento i dipendenti si esercitano ad utilizzare in modo pratico e corretto le attrezzature, i macchinari, i dispositivi e tutte le strumentazioni che servono per le fasi di lavoro o per gli interventi resi necessari dalle situazioni di rischio.

Ma che responsabilità ha quindi il RSPP ovvero Responsabile per il Servizio di Prevenzione e Protezione?

Responsabilità del RSPP per la formazione sulla sicurezza

Se il Datore di Lavoro rappresenta il primo garante dell’incolumità fisica dei lavoratori e quindi il principale responsabile dell’obbligo di formazione ed informazione, il TU attribuisce invece al RSPP il compito di proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori e di verificarne l’attuazione e il rispetto nel tempo.

La mancata o erronea individuazione e segnalazione dei fattori di rischio e la mancata elaborazione delle procedure di sicurezza nonché di informazione e formazione dei lavoratori viene ritenuta quindi una omissione imputabile al RSPP, partendo dal presupposto che, alla segnalazione avrebbe fatto seguito l’adozione da parte del Datore di Lavoro di iniziative idonee a neutralizzare la pericolosità della situazione.

Di conseguenza, il RSPP, in caso di infortunio o malattia professionale, può potenzialmente rispondere penalmente in caso di comprovato inadempimento delle sue mansioni.

Lo dimostra il caso di una sentenza della Corte di Cassazione dell’11 luglio 2019 (la n.30489), in cui la Suprema Corte ha confermato la responsabilità di un RSPP condannato assieme ad altre 4 persone per omicidio colposo.

La sentenza specifica che erano stati limitati ad 8 ore (di cui 4 per rischi generici), i corsi, senza alcuna preparazione rispetto al rischio di eventuale seppellimento legato alle attività di scavo (in particolare senza l’illustrazione del contenuto delle procedure di sicurezza contenute nel documento aziendale).

Ne consegue, quindi, che entrambi, sia DDL che RSPP, anche se in forme diverse, hanno la responsabilità di assicurare una corretta ed adeguata formazione ai lavoratori, pena conseguenze penali oltre che pecuniarie in caso di mancato adempimento ai loro doveri.  

Hai domande in merito ad alcuni adempimenti in materia di sicurezza sul lavoro?

Leggi le Domande e Risposte più frequenti per il settore Sicurezza nella nostra sezione "L'esperto risponde".

Vai alle FAQ Sicurezza

 

Iscriviti al nostro blog e rimani aggiornato sulle ultime novità

Articoli popolari