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Rischio trasferte: 12 importanti aspetti che ogni Datore di Lavoro deve valutare

Gruppo Remark
Pubblicato da Gruppo Remark il 17/09/20 16.03

Moltissimi sono i lavoratori e le lavoratrici che trascorrono periodi di servizio più o meno lunghi al di fuori del territorio italiano ed europeo.

Per loro, il Datore di Lavoro ha l’obbligo di valutare in modo specifico i rischi che possono derivare, non solo dallo svolgimento delle rispettive mansioni, ma anche dal luogo ove queste mansioni vengono svolte.

Quali sono gli aspetti da valutare?

Prima di tutto, c’è il trasferimento per, e da, il Paese ove si svolgerà la trasferta.

Anche il viaggio in sé, infatti, è un elemento di rischio.

Sarà necessario valutarne la durata complessiva, il numero di scali, l’eventuale necessità di utilizzare mezzi di trasporto poco sicuri o poco confortevoli o trasbordare manualmente bagagli e attrezzature; infine, la maggiore o minore difficoltà di adattamento fisico agli eventuali cambi di fuso orario.

Una volta giunti sul posto, gli aspetti da valutare sono 12.

Per tutti e 12, il Datore di Lavoro dovrà considerare non solo il rischio che il Lavoratore si troverà ad affrontare durante le ore in cui lavora, ma anche durante il tempo libero di cui disporrà nel corso della trasferta.

Analizziamo quindi di seguito questi 12 importanti aspetti che devono essere valutati dal DDL:

1. Criminalità. Consideriamo criminale comune chi minaccia l’integrità fisica di una specifica persona – in questo caso, il Lavoratore – allo scopo di sottrargli illegalmente qualcosa. In molte zone del mondo, il tasso di criminalità comune è molto superiore a quello italiano, e l’efficacia dell’operato delle forze dell’ordine molto minore. Addirittura, vi sono Paesi in cui la presenza delle forze dell’ordine, anziché un fattore di protezione, rappresenta un rischio aggiuntivo, a causa dell’elevato tasso di corruzione. Sarà quindi necessario adottare misure specifiche per proteggere il Lavoratore da eventuali rapine, sequestri o aggressioni.  

  1. 2. Terrorismo. È diverso dalla criminalità comune, in quanto l’obiettivo dell’azione terroristica non è, verosimilmente, il Lavoratore, bensì un luogo, scelto dai terroristi in quanto simbolico (pensiamo ad esempio ai terribili attentati di Parigi del 2015), o perché presumibilmente vi si trovano persone che sono i veri obiettivi che i terroristi intendono colpire. Il Lavoratore potrebbe trovarsi in questo luogo ed essere quindi coinvolto in modo casuale, ma non per questo meno pericoloso, nell’attacco terroristico. Sarà fondamentale curare bene la scelta degli alloggi e dare disposizioni precise al Lavoratore sui luoghi da evitare.

 

3. Salute. Senza pensare al caso estremo di un’epidemia in corso nel Paese di destinazione – caso in cui l’unica azione preventiva sensata sarebbe annullare la trasferta – il rischio salute ha comunque grande importanza: in molti Paesi, attività o situazioni per noi quotidiane possono avere conseguenze drammatiche sulla salute: pensiamo banalmente al mangiare cibi crudi o poco cotti, bere una bibita ghiacciata, o essere accidentalmente graffiati o morsi da un animale randagio, o punti da un insetto. Inoltre, non tutti i Paesi hanno strutture sanitarie efficienti e capacità di far fronte a eventuali emergenze, quindi anche il più piccolo e banale infortunio o malore potrebbe avere conseguenze molto gravi. Infine, se il Paese di destinazione richiede delle vaccinazioni o profilassi, sarà molto importante verificare la compatibilità di queste con le condizioni di salute e di vita del Lavoratore. 

  1. 4. Calamità naturali. A seconda della zona di destinazione, sarà necessario considerare in modo specifico il rischio sismico, idrogeologico, di valanghe, come pure quello legato alle condizioni del mare, all’attività di eventuali vulcani, o a uragani e cicloni. Sono tutti aspetti che comportano rischi, non solo durante le attività lavorative e il tempo libero, ma anche e soprattutto durante gli spostamenti.
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  3. 5. Climatico. Qui è particolarmente importante il concetto di RISCHIO DIFFERENZIALE. A costituire un rischio rilevante per la salute del Lavoratore, infatti, non è “un clima molto caldo” né “un clima molto freddo”, bensì un clima che differisca in modo sensibile da quello da cui il Lavoratore proviene. Sarà quindi particolarmente importante considerare, non solo il Paese di destinazione, ma anche il periodo dell’anno in cui la trasferta avrà luogo, e confrontare le condizioni climatiche previste con quelle che si prevedono nel nostro Paese.
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  5. 6. Ambientale. È rilevante specialmente se l’itinerario della trasferta include una o più grandi città. Nelle metropoli e nelle aree industriali di molti Paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina, i sistemi di riscaldamento, di alimentazione industriale e dei mezzi di trasporto sono basati su standard ambientali ben meno stringenti rispetto all’Europa. Per questo motivo, le attività che comportino, per il trasfertista, la necessità di permanere per molte ore in ambienti inquinati sono da considerare con particolare attenzione.
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  7. 7. Alimentare. In questo caso non parliamo di sicurezza degli alimenti – tema molto importante, ma già trattato al punto 3 “Salute” – quanto piuttosto della maggiore o minore facilità di garantire al Lavoratore un’alimentazione quotidiana che risponda alle sue specifiche esigenze, sia di salute (es. patologie, allergie, intolleranze), sia personali e culturali. Anche queste ultime, infatti, devono essere tutelate.
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  9. 8. Comunicazioni. Le comunicazioni del Lavoratore, sia con i referenti in loco, sia con i referenti e i contatti familiari in Italia, devono essere DISPONIBILI, AFFIDABILI e RISERVATE, sia in situazione di normale lavoro, sia in emergenza. In alcune zone del mondo, questa è una criticità da non sottovalutare.

 

  1. 9. Mobilità. È il rischio legato all’utilizzo di mezzi di trasporto non completamente affidabili, o a infrastrutture carenti, o, ancora, a inadeguata regolamentazione dei trasporti. Come altri fattori, anche questo va considerato per attività lavorative, tempo libero, spostamenti.
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  3. 10. Stress. Rischio stress lavoro correlato che è conseguenza diretta dello stato di allerta provocato al Lavoratore dall’esposizione agli altri fattori di rischio qui elencati. Mitigando gli altri fattori si avrà come ricaduta positiva la diminuzione dello stress.
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  5. 11. Legislativo. IMPORTANTISSIMO! È il rischio legato a comportamenti del Lavoratore che possono confliggere con le normative di legge del Paese di destinazione. Questo fattore di rischio necessita di una valutazione molto accorta, che non potrà che sconfinare nella sfera personale del Lavoratore – aspetto, abbigliamento, abitudini - anche e soprattutto durante il tempo libero.
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  7. Al di là dei crimini propriamente detti – che sono tali ovunque, e di cui è responsabile chiunque li compia, Lavoratori inclusi – vi sono infatti attività e comportamenti, assolutamente irrilevanti sul piano legale in Italia ed Europa, che in alcuni Paesi possono essere motivo di arresto, o addirittura di condanna alla pena capitale. È importante che il Lavoratore ne sia informato prima di partire!
  8.  
  9. 12. Safety. È il rischio per la sicurezza e salute legato in modo specifico alle attività che il Lavoratore deve svolgere nel Paese di destinazione. Può differire dal rischio valutato per analoghe attività svolte in Italia, ad esempio a causa di differenti normative riguardanti ambienti di lavoro, impianti elettrici, macchine e attrezzature.

 

Per finire, oltre a valutare i 12 aspetti del cosiddetto “rischio Paese” e adottare tutte le misure di mitigazione possibili per ogni aspetto, sarà anche necessario pianificare, prima della trasferta, come far fronte a un’eventuale emergenza, sia specifica del Lavoratore (es. un infortunio o un problema di salute), sia riferita al Paese: catastrofe naturale, epidemia, scoppio di un conflitto armato. In una situazione di emergenza, è necessario aver predisposto strumenti e procedure che garantiscano un immediato e sicuro rientro del Lavoratore al suo domicilio.

Noi di Remark ci avvaliamo dei migliori tecnici professionisti per effettuare una valutazione adeguata ed efficace del rischio per tutti i lavoratori che devono effettuare trasferte al di fuori del territorio italiano ed europeo.

Contattaci per saperne di più.

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