Il blog del Gruppo Remark

Informazioni e aggiornamenti su
sicurezza, ambiente, medicina, formazione, consulenza legale e qualità.

Classificazione dei rifiuti urbani: le novità in vigore dal 1 gennaio 2021

Gruppo Remark
Pubblicato da Gruppo Remark il 08/01/21 12.48
Categorie: News

Come previsto dal D.lgs. 116/2020, dal 1° gennaio sono entrate in vigore le modifiche alle definizioni riguardanti la classificazione dei rifiuti.

 A partire dal 2021 non si potrà infatti più parlare di rifiuti assimilabili agli urbani. Le nuove definizioni classificano i rifiuti in base all’origine suddividendoli esclusivamente in URBANI e SPECIALI e stabiliscono particolari tipologie di rifiuti che vengono ora considerati urbani per legge.

 La nuova definizione di rifiuti urbani comprende infatti “I rifiuti indifferenziati e da raccolta differenziata provenienti da altre fonti che sono simili per natura e composizione ai rifiuti domestici indicati nell'allegato L-quater prodotti dalle attività riportate nell'allegato L-quinquies”.

 Sono diverse le conseguenze che tale novità apporta alla gestione dei rifiuti:

  • Molti dei rifiuti prodotti dalle attività economiche sono divenuti rifiuti urbani, mentre non sono ricompresi quelli prodotti dalle imprese industriali, agricole e edili;
  • Le superfici assoggettate alla TARI potrebbero variare, e conseguentemente anche l’ammontare del tributo.
  • Le imprese che producono rifiuti divenuti urbani possono scegliere se affidarli al gestore del servizio pubblico di raccolta oppure ad operatori privati, a condizione che vengano destinati al recupero, mantenendo la scelta per cinque anni.
  • Le imprese che trasportano e gestiscono rifiuti divenuti urbani potrebbero dover modificare e adeguare la loro autorizzazione. A tal proposito l’Albo Nazionale Gestori Ambientali ha stabilito, tramite la Deliberazione n. 4 del 22/12/2020, che i soggetti iscritti nelle categorie 4 e 2-bis per l’attività di raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi divenuti urbani possono effettuare la raccolta e il trasporto di detti rifiuti fino alla definizione delle modalità di adeguamento dei rispettivi provvedimenti d’iscrizione.

 Per consultare gli allegati L-quater, che riporta le TIPOLOGIE di rifiuti divenuti urbani, e L-quinquies,che riporta le ATTIVITA’ che possono produrre rifiuti urbani, clicca qui.

Ulteriori informazioni operative (modalità di comunicazione dei dati, modalità di raccolta dei nuovi rifiuti urbani ecc.) dovranno essere fornite dai Comuni e probabilmente, per le aziende coinvolte da tale modifica, si renderà necessaria una variazione della dichiarazione delle superfici imponibili alla TARI.

Vuoi conoscere tutte le novità apportate dal D.lgs. 116/2020?

Scopri i nostri corsi Easy Master