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ATEX: la valutazione del rischio esplosione

Gruppo Remark
Pubblicato da Gruppo Remark il 11/11/20 10.31

Molte Aziende sono soggette al rischio ATEX. Ma cosa vuol dire? E come si valuta correttamente?

Cerchiamo di rispondere a queste domande in questo articolo.

Rischio Atex: un po' di storia

La parola Atex risale al lontano 2003. Fino ad allora era comune parlare di “luoghi antideflagranti” ovvero di luoghi in cui poteva esserci un pericolo di esplosione.

Le “sostanze” che potevano generare esplosione erano per la maggior parte dei casi considerate gas e/o liquidi infiammabili, mentre venivano sottovalutate le esplosioni generate da farine, ovvero polveri.

Le misure di protezione delle esplosioni da gas, specialmente per prevenire gli inneschi di natura elettrica, si sono poi evolute nel tempo.

Si è infatti acquisita man mano una maggiore sensibilità e cultura alla prevenzione del rischio esplosione.

 Ma partiamo dall’inizio.

Rischio ATEX: cos'è e come si valuta correttamente 

Il termine ATEX deriva da "ATmosphères" ed "EXplosibles" e fa riferimento, appunto, all'atmosfera esplosiva.

Si definisce "atmosfera esplosiva" una miscela con l'aria, a condizioni atmosferiche, di sostanze infiammabili allo stato di gas, vapori, nebbie o polveri in cui, dopo l’accensione, la combustione si propaga all'insieme della miscela incombusta.

È sufficiente che in un’attività siano presenti, durante le normali condizioni di lavoro, o accidentalmente, sostanze combustibili e/o infiammabili miscelate con l’aria nelle giuste proporzioni per determinare una possibile presenza di atmosfere esplosive.

Alcuni esempi di attività potenzialmente soggette alle disposizioni del rischio esplosione sono:
- Alimentari: stoccaggio e lavorazione di cereali, farine, zucchero
- Industria tessile: filatura
- Falegnamerie, lavorazione del legno
- Industria chimica e petrolifera
- Industria farmaceutica
- Industria metallurgica
- Stoccaggi di carburante gassoso, liquido, solido. Depositi di gas naturale o di GPL
- Impianti di compressione o decompressione di gas combustibili
- Produzione e stoccaggio di vernici, smalti, coloranti
- Carrozzerie
- Distillerie, produzione di alcolici
- Produzione di profumi

Il Rischio Esplosione è quindi normalmente associato ad un potenziale danno di elevata magnitudo: le esplosioni determinano tipicamente gravi danni alle strutture e infortuni gravi e anche mortali per i lavoratori.

Questo è di certo il principale motivo per cui valutare il rischio esplosione ai fini di individuare le corrette misure di sicurezza è importantissimo.

Come tutte le altre valutazioni del rischio, il quadro normativo di riferimento è il Testo Unico della Sicurezza.

Infatti, le prescrizioni minime per il miglioramento della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori esposti al rischio di atmosfere potenzialmente esplosive è presente nella Direttiva Europea 1999/92/CE del 16 dicembre 1999, attualmente richiamata nel Titolo XI Protezione da atmosfere esplosive (artt. 287-297) del D.Lgs. 81/08.

Cosa deve fare quindi il Datore di Lavoro in merito?

Ai sensi dell'articolo 289, per prevenire le esplosioni il datore di lavoro ha l’obbligo di adottare, sulla base della valutazione dei rischi, che dovrà considerare la classificazione delle aree con rischio di esplosione, le misure tecniche e organizzative adeguate alla natura dell'attività svolta.


Qualora l’attività non consenta di prevenire la formazione di atmosfere esplosive, egli deve:
a) evitare l'accensione di atmosfere esplosive;
b) attenuare gli effetti pregiudizievoli di un'esplosione.

Per fare questo è necessario partire da una corretta valutazione del rischio ai fini di individuare le misure di prevenzione necessarie.

La valutazione del rischio esplosione, l'art.294 stabilisce che il datore di lavoro debba provvedere a elaborare (e aggiornare costantemente) un “documento sulla protezione contro le esplosioni".

Tra le informazioni principali contenute in questo documento vi sono:

  • Individuazione e valutazione dei rischi di esplosione;
  • Adozione delle misure adeguate al raggiungimento degli obiettivi;
  • Identificazione dei luoghi a rischio e di quelli in cui si applicano le prescrizioni minime;
  • Corretto impiego e manutenzione di luoghi, attrezzature e dispositivi di allarme;
  • Adozione di accorgimenti per l'impiego sicuro delle attrezzature di lavoro.

 

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